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La questione varchi è un falso problema. L’Amministrazione deve approvare PUA e progettare la città.

Federbalneari Roma non ha mai posto resistenze alla volontà, da parte dell’Amministrazione Capitolina, di garantire il libero accesso gratuito e transito per il raggiungimento della battigia, così come da modalità stabilite dalla Regione nel piano utilizzazione  delle aree del Demanio Marittimo, art. 46 delle l.r. 13/2007, ai sensi dell’art.1, comma 254, della legge 27dicembre  2006, n.296.

 

Il varco di accesso all’arenile è discriminante per i cittadini ed i turisti, così voluto, e senza alle spalle una precisa architettura strutturale e turistica, somiglia più ad un accesso dalla porta di servizio di un’attività economica. Esiste già il passaggio alla battigia che consiste nell’ingresso principale degli stabilimenti balneari, così come garantito dalla legge  n.296.    Per tali motivi Federbalneari Roma ritiene che l’apertura dei varchi sia un falso problema, ed un pretesto ideologico per attuare un’azione demagogica e soprattutto mediatica, con preciso tornaconto politico.

Il rapporto balneari cittadini è sano, il 90% dei fruitori delle spiagge,  ovvero ostiensi  e romani,   manifesta durante la stagione estiva serenità e collaborazione, perché i servizi offerti rispecchiano le esigenze di chi vive il mare, dal relax alle attività sportive. Gli impianti balneari  rappresentano anche delle  strutture commerciali, che se aperte devono essere tutelate e messe in sicurezza e non lasciate  in balia degli eventi.

 

Durante  le ore notturne il “varco è il migliore viatico per prostituzione, atti vandalici, insicurezza totale, smercio di sostanze stupefacenti.  Emblematico il caso del Pontile di Piazza dei Ravennati nel quale i  varchi sono stati aperti la scorsa estate, ai due lati, in prossimità degli impianti balneari Elmi e Battistini ed  il cui stato, alla luce dei fatti, versa  in gravi condizioni di sporcizia e degrado.

 

L’unico modo per risolvere questa situazione e dar via ad un’operazione di trasformazione del litorale  attraverso un progetto turistico in grado di cambiare il volto di questa città ed attribuire alla realtà balneare, una caratura internazionale, degna della Capitale d’Italia. Lo strumento normativo atto a questa operazione è il PUA, e l’Assessore alla Trasformazione Urbanistica  Giovanni Caudo ha recentemente dichiarato in pubblico che presto, probabilmente nel mese di aprile, il dispositivo sarà approvato in Giunta Capitolina. Il comparto turistico balneare ha sempre mostrato volontà è piena collaborazione con le Istituzioni,  per  valutare congiuntamente all’Amministrazione, ipotesi progettuali che disegnino il futuro turistico del litorale romano. L’obiettivo, mai celato e più volte dichiarato alla stampa, è quello della trasformazione del prodotto turistico balneare, troppo tempo fermo proprio a causa dei freni posti dall’Amministrazione, che non permette dunque agli imprenditori di intervenire sul mercato, modificare l’offerta e rimuovere una realtà paralizzata ormai, da troppo tempo.

 

Mentre  i varchi rappresentano una mera operazione politica, senza soluzione di continuità, che in sostanza non cambierà il litorale, nè farà crescere lo sviluppo turistico della Captale, troviamo nel PUA quella  progettazione che consente  la visone del mare, la riconversione delle strutture, l’apertura  di ampi spazi di accesso all’arenile, con una visione integrata di città – spiaggia- passeggiata aperta con vista sul mare.