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La Capitaneria di Porto: non chiudete i varchi al mare

Si richiudono i varchi di Marino. Il Consiglio di Stato ha ribaltato la sentenza del Tar del Lazio e ha sospeso il provvedimento di apertura, che nelle scorse settimane aveva fatto saltellare felice su e giù per Ostia il sindaco. Sono stati accolti i ricorsi d’urgenza degli stabilimenti La Rotonda e Marechiaro. Euforico l’avvocato Adriano Tortora, difensore delle società concessionarie dei due stabilimenti: «Grande soddisfazione per i decreti con cui il Consiglio di Stato ha sospeso i provvedimenti di apertura dei varchi – esulta il legale – In questo modo gli stabilimenti balneari potranno preservare le proprie strutture dall’accesso indiscriminato nelle ore notturne, che si sarebbe venuto a creare con la rimozione dei loro cancelli d’entrata, con tutte le relative conseguenze in termini di sicurezza per le persone e le cose».

Varchi peraltro inutili, secondo Tortora: «I cancelli individuati da Roma Capitale nei provvedimenti impugnati sono delle aperture che non consentono in alcun modo l’accesso diretto al mare, ma permettono esclusivamente di entrare nelle strutture ricettive collocate all’interno degli stabilimenti La Rotonda e Marechiaro». I balneari poi negano di aver mai preteso il pagamento di un biglietto per l’accesso al mare: «Rimarrà intatto il diritto dei cittadini di arrivare liberamente al mare – prosegue Tortora – così come è sempre avvenuto in passato».

«I varchi servirebbero anche e soprattutto per la sicurezza dei bagnanti», lancia invece l’allarme il comandante della Capitaneria di Porto di Roma Lorenzo Savarese. «Proseguire con l’apertura dei varchi a mare garantisce una maggiore velocità d’intervento. Attraverso i percorsi a mare, lo staff sanitario in soccorso ha la possibilità di arrivare direttamente alla battigia senza dover fare lo slalom tra cabine e bagnanti”. Lo stesso Savarese poi fornisce il triste e allarmante dato sulle morti in spiaggia dello scorso anno sul litorale romano: «Una decina di persone, quasi tutti ragazzi – informa – Decessi dovuti a banali disattenzioni come aver bevuto una bibita ghiacciata prima del bagno. E’ necessario perciò potenziare la catena di soccorso a prescindere dai bagnini e dalle postazioni di salvataggio, non sempre in possesso di defibrillatori».